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VERIFICA DI FINE CAPITOLO p.366


ESERCIZIO 1

a. Le istituzioni sono realtà fondamentalmente simboliche.   Vero

b. Si definiscono "status ascritti" quelli che l'individuo conquista con le sue capacità e il suo impegno.   Falso

c. Le organizzazioni sono strutture tipiche della società industriale.  Vero

d. In una struttura burocratica raramente si ricorre alla comunicazione scritta.  Falso

e. I primi penitenziari sono negli Stati Uniti.  Vero

ESERCIZIO 2

a. Secondo la terminologia di Summer, la norma che proibisce di fumare nei luoghi pubblici è un esempio di:

a. stateways

b. folkways

c. mores

d. nessuna delle categorie precedenti

b. Definiamo "controllo sociale":

a. il complesso dei dispositivi che la comunità utilizza per monitorare il buon funzionamento delle istituzioni

b. il complesso delle funzioni che in tutte le società sono delegate alle istituzioni penitenziarie

c. il complesso dei meccanismi con cui la società costringe gli individui ad attenersi alle norme socialmente accettate

d. il complesso dei meccanismi con cui le procedure burocratiche regolamentano i comportamenti sociali

c. Tra i seguenti trattati comportamentali non appartiene alla personalità che abbiamo definito "burocratica":

a. il rispetto delle norme

b. la tendenza all'innovazione

c. la difficoltà di adattarsi a situazioni nuove

d. il ritualismo nell'esecuzione delle procedure

ESERCIZIO 3

a.) secondo Goffman le istituzioni sociali come carceri, manicomi, caserme, .., , che si fanno integralmente carico della vita degli individui, impadronendosi in modo totale del loro tempo e delle loro attività -> ISTITUZIONI TOTALI


b.) complesso delle azioni che ci si aspetta da un individuo in virtù della posizione che occupa all'interno di un'istituzione -> STATUS

c.) nella terminologia di Merton, meccanismo in virtù del quale i messi che la burocrazia predispone per realizzare i propri scopi finiscono per sovrapporsi agli scopi stessi e per sostituirsi a essi -> TRASPOSIZIONE DELLE METE 



ESERCIZIO 4


a.) la prof. Bianchini è una persona molto sensibile e attenta a instaurare un buon rapporto con i suoi alunni. dopo lo scrutinio della 4Z , prima che i risultati siano pubblicati, incontra per strada un alunno di quella classe, che le chiede ansiosamente notizie sull'esito  dello scrutinio stesso,. la prof sa di non poter parlare, perchè vincolata dal segreto d'ufficio, ma vorrebbe tranquillizzare il ragazzo, rassicurandolo sulla sua promozione. -> CONFLITTO INTER-RUOLO

 b.) Nicoletta è una giovane donna laureata in ingegneria, che lavora in una nota azienda nel campo dell'informatica. nel suo lavoro è molto brava ed è stimata dal suo capo, che le ha chiesto di partecipare a un corso negli stati Uniti della durata di 3 mesi. Attirata dalla prospettiva di un'importante crescita professionale, nicoletta è però divisa tra il desiderio di andare e la volontà di non allontanarsi per troppo tempo dal suo bambino di due anni. -> CONFLITTO INTRA-RUOLO

ESERCIZIO 5


Esiste una divisione tra funzioni manifeste e funzioni latenti in un’istituzione, introdotta dal sociologo statunitense Robert Merton. 
Le finalità sociali di un’istituzione non si sovrappongano esattamente agli scopi espressamente dichiarati della sua esistenza. 
Le trasformazioni di un’istituzione investono soprattutto i suoi aspetti latenti, e meno quelli manifesti, nel senso che, sotto un medesimo “guscio” esteriore, l’istituzione può adempiere a nuovi e insospettati compiti, o viceversa, nel senso che nel contesto sociale mutato svuota di significato le funzioni latenti che l’istituzione in precedenza svolgeva. 


ESERCIZIO 6


Come ha mostrato lo storico e filosofo francese Michael Foucault  nel saggio "sorvegliare e punire ",  la punizione costituiva una vera e propria dimostrazione di forza da parte del potere politico nei confronti di chi aveva violato la legge e di ogni potenziale trasgressore e ciò ne giustificava tanto la ferocia quanto il carattere spettacolare.si assiste a una nuova modalità di punizione, quella della tecnologia disciplinare, il cui scopo non è più  martoriare il corpo del detenuto, ma controllarlo e sorvegliarlo attraverso la definizione rigorosa degli spazi e dei tempi, dell'attività che lo riguardano. 
Fu negli Stati Uniti, per iniziativa dei quaccheri, che nella seconda metà del Settecento sorsero le prime carceri nel senso moderno del termine. Il loro nome, penitenziari houses, si spiega proprio considerando la finalità di tipo spirituale e religioso che ne ispirò la realizzazione: permettere al recluso l'espiazione delle proprie colpe attraverso l'isolamento e la pratica quotidiana del lavoro; lo stesso spazio fisico in cui era rinchiuso il detenuto era pensato secondo il modello di ispirazione religiosa della cella monastica.
Nel corso del XIX secolo i modelli carceri statunitensi si diffusero rapidamente in tutta l'Europa.

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